A volte ritornano

Io dico no alla Brexit, io dico sì alla crema Pan di Stelle.

No, non sono stata inghiottita nei meandri oscuri della Torino-Lione. Ma considerato che l’ultimo mese, mese e mezzo è stato avvincente quanto un’etichetta della lavanderia, se da una parte non mi sembrava molto sensato tenerne traccia, dall’altro, le poche volte in cui avrei voluto farlo – ad esempio in occasione del compleanno montano del consorte, e di un paio di uscite insospettatamente illuminate in quel di Sestriere e Salice – annaspavo sul disperato andante tra ufficio, casa ed una lista di incombenze socio-domestiche degna di un capo di stato.

(E invece no: qui siamo a capo solo…aum… della spesa weekendara all’Ipercoop, dell’organizzazione di sparuti pomeriggi ludici per l’infante, di un piccì aziendale che ormai fa le veci di un labrador. “Mamma, voglio qualcuno che stia sempre con me, voglio un caneeee!” “Ma Pagnotella, c’è il piccì della mamma, che è sempre con noi! Cosa te ne fai di un cane?”

Settimane così, insomma, piatte, incolore ed in compenso logoranti come una sessione di triathlon ma senza nessuno dei benefici fisici annessi.

Oggi però a) il cielo sulla collina è un’immaginifica lastra blu chiazzata di ghirigori sfilacciati, preludio – incrociamo incrociamo – di una primavera frizzantina; b) la nana sprizza allegria a livelli compleanneschi in vista dell’odierna, avvincente in gita (al Comune cittadino…ahahah); c) mi attende una giornata alla scrivania tutto sommato gestibile – giacché ci ho dato dentro come uno schiavetto nubiano sino ad oggi, chiaro; d) per chiudere in bellezza (= senza passare per la cucina), stasera cena in uno dei miei localini del corazòn con un’amica che ha ottimi motivi per brindare. Io ‘nzomma, ma facciamo che i suoi bastano per due.

Stay tuned. Non passerà un altro mese.

Magari due. 😀