Io non ci sono.

Il nuovo racconto scritto da Pagnott’ (notevole, peraltro, ma io sono di parte) ha un titolo che sento di poter far mio 🙂

Vorrei dirvi che l’ottimismo sventola industurbato e che la prospettiva di un lungo ponte d’aprile agisce sull’umore come i filtri di Instragram sulle rughe: ringiovanendolo, levigandolo e colorandolo di sfumature inedite ed inesistenti su queste terre.

Purtroppo, invece, nessun filtro ma parecchie riproposizioni della leggendaria Legge di Murphy paiono preannunciare quattro giorni poco festivi/festosi, molto piovosi e altrettanto uggiosi – fuori e dentro, ché in famiglia registriamo ben due meteropatici su tre e scusate se è poco.

Perché l’idea del 25 aprile & weekend allegato era quella di una mini-vacanza on the road alla volta della Ccccermania, e nello specifico del delizioso Europa Park, in quel di Rust, regione di Baden-Württemberg, Germania sud-ovest & Foresta Nera, per capirci.

Peccato che il meteo racconti tutt’altra storia e più che parco a tema, preannunci polmoniti a catena (ahahaha…ammazzatemi!).

E quindi insomma BOH. A una manciata di ore dalla doveva-essere-partenza registriamo un en plein di facce solcate dal disappunto e lugubri pronostici di nullafacenza asfittica che, a ‘sto punto “era meglio lavorare”. (No Maria, io qui però esco!).

Sono stanca, stanca di un periodo – lungo mesi: da gennaio sino ad oggi, suppergiù – che se solo mi rimanesse un briciolo del consueto humour da scantinato saprei raccontare perlomeno con un po’ di brio, un po’ di verve, un po’ di colore…ma che adesso, al più, potrei definire: “…il sacchetto per il vomito era incluso nel pacchetto per il 2019?”

Poi lo so, lo so, basta sfogliare un giornale, incrociare un RaiNews24 a caso, ma anche semplicemente abbassare lo sguardo quando, sul marciapiede a due metri dall’uscio di casa, un coetaneo che conosci di vista offre il braccio alla moglie disabile, segnata a vita da un aneurisma di quelli micidiali mentre dava alla luce il secondo figlio. Sono altri, i mali della vita, lo so. LO SO.

E se da un lato m’infervoro perché vorrei che tutti, lo capissimo… dall’altra vorrei qualcuno che mi rabbonisse ugualmente. Che mi dicesse: “vabbeh, ma sei da capire anche tu”.

E anche: “‘ste previsioni si sa, che non sono mai attendibili”.

E invece attendiamo, attendiamo sempre, attendiamo e basta. E dopo una vita da pendolare abbonata GTT, credetemi, non è molto incoraggiante.