L’estate addosso

Sempre in attesa di esplorare Cape Cod, Rhode Island, il New England e naturalmente il mo sogno proibito – ma sbandieratissimo – che è Nantucket, leggasi tutti i rifugi radical-chic dei vacanzieri newyorkesi opulenti oggetto di tanta ET magnificente letteratura nordamericana, e sempre in attesa di infilare il 13 milionario che mi permetterà di farlo (…) anche quest’anno, come da tre stagioni a questa parte, la minifamiglia ed io ci siamo concessi un’estemporanea vacanzina toscana.

E se un tempo il canto della mia sirena mi guidava in Versilia – le memorabili vacanze coi Guappi! Ah, che ricordi! – ormai da anni il baricentro del buen retiro si è spostato in giù, nel Grossettano, a meno di un’ora dal Lazio.

Nel cuore della Maremma, fattorie secolari con porticati e terrazze appoggiate sul verde ma la cui vista spazia sino al mare si son convertite in agriturismi accoglienti; spiaggie bianchissime raggiungibili solo dal mare o attraverso pinete che son tappeti di aghi di pino e concerti di cicale ti guidano verso dune sabbiose e onde indomite sferzate dal Maestrale.

E’ un incanto selvaggio, questo posto, e davvero non potrò mai comprendere chi, a tutta questa meravaglia a un tiro di schioppo, preferisce i rettangoli squadrati degli stabilimenti tradizionali all’altra estremità del paese, le colate di cemento dei residence e degli hotel a far ombra dalla passeggiata, le file ordinate di ombrelloni di tela arancio e gialla e il baruccio pavimentato col maxischermo puntato sulla partita.

E nulla, sono tornata da due giorni ma già è iniziato il conto alla rovescia alle prossime eco-vacanze di agosto, che poi tanto eco manco sono, ma per i miei standard sono rusticissime e profumano di tarassaco e rosmarino ma soprattutto di tanta, agognata, inesprimibile libertà.