Koala Kardashian 2.0 ovvero La Cura della BelleSSa di una mamma in lockdown

Alzi la mano chi non ha mai sognato di essere, anche solo per un giorno, una patinatissima sorella Kardashian. E no, non perché Kim è (anche, marginalmente) “un’armena orgogliosa” che ha incoraggiato Barack Obama a farsi portavoce del riconoscimento del genocidio armeno da parte del governo turco, no, ecco.

Ma semplicemente perché Kim, e con lei tutta la prezzolata/maggiorata dinastia di sorelle con nomi inizianti per K e conti in banca terminanti in miliardo è anche, clamorosamente, indubitatatemente, schifosamente ricca sfondata.

Famosa “in virtù del fatto di essere famosa” e per aver monetizzato la fama infinite galassie prima e meglio di quanto sta facendo ora quella dilettante della Ferracchia nazionale, con la neonata incoronata minimodella della sua collezione di tutine e ninnoli per wannabe CityLifers, la nostra Kim svetta nella top list delle imprenditrici (imprenditrici?) più ricche d’America con un patrimonio personale che supera i 780 milioni di dollari.

780 milioni di dollari, non so se ci capiamo. Per dire, io mi sento un’eletta perché staziono a metà classifica per il cashback di Stato dei fantomatici 1.500 euri. Separate at birth, proprio!

Ma insomma, poiché di plastif, em, generoso la prezzolatissima Kim non ha solo le curve, la nostra eroina condivide quotidianamente sui social, in umili post dal valore base di un garage in Torino centro, tutti ma proprio tutti i passaggi quotidiani della sua beauty routine.

Da qui l’idea di questa fanta-intervista, nata dalla constatazione che dopotutto anche il mio nickname inizia per “K”, il che mi darebbe titolo, almeno sulla carta, ad accodarmi a Kim, Kourtney, Kyle, Kendall & Kompagnia.

E che sì, lo riconosco, è ancora più inutile dei precedenti che già non facevano pensare proprio ad uno scienziato del CERN mancato, ma mi auguro vi strapperà qualche risata.

Se siete magari anche voi forzate dello smart, e/o mogli e madri (la cui crasi è martiri) confinate, da un anno a questa parte, all’angolo in fondo a destra del tavolo della cucina con piccì e compagnia. Di recente, vittime della DAD. Due ospiti fissi a pranzo in orari sfalsati. Un marito dedito al ciclocross, o downhill, o come caspita si chiama quello sport su due ruote che reca con sè in dono zavorre di terra, terriccio e sporco degno di prima serata su Real Time quando il biker dell’ultim’ora rientro a casa in modalità Vietcong. Due genitori con rapporto di amore-odio per la tecnologia ma sempre e comunque l’incrollabile convinzione che io conosca tutti i segreti di Windows 10 e della banda ultra larga con  fibra FTTH. Un suocero dalla memoria elefantiaca che mi ha eletta a biografa e ghostwriter. Un esaurimento nervoso latente e fortunatamente cialtrone, tendente cioè a manifestarsi in modalità caotica e caciarona – si vedano i sempre più numerosi piadina-days e cinese d’asporto days.

Ma insomma penso abbiate capito che se già in tempi non sospetti la qui scrivente non dedica proprio eoni luce alla sua beauty routine – un po’ perché non gliene frega molto, un po’ perchè neanche allora tutto ‘sto tempo abbondi – in questi ultimi mesi ha praticamente cancellato a colpi di correttore in crema la cura di sè e della propria belleSSa.

Ma prego, Kim, favoriamo il confronto!

La sveglia

Kim: “Tra le 9 e le 12. L’alba di Beverly Hills è particolarmente violenta e in ogni modo la mia pelle ha bisogno di riposare almeno otto ore per notte”

Koala: “Spegnitiiii! Ah no…tra le 7 e le 7.30 se la minore va a scuola, sempre tra le 7 e le 7.30 se la minore bivaccherà accampata al PC persa nel suo destino digitale. La verità è che da quando siamo in lockdown l’unico e vero momento per me, e per me soltanto, è una salvifica camminata mattutina, rigorosamente in piano, rigorosamente volta ad acciuffarmi un caffé in bicchierino d’asporto, Green Day nelle orecchie a coprire i latrati di tutti i cani del vicinato.

La beauty routine del mattino

Kim: “Ohh, molto ma molto semplice. Dopo un’accurata skincare con un detergente e un tonico della mia linea di cosmesi, applico giusto fluido oleo-lenitivo ricco in acidi grassi per sublimare la pelle e un idratante a base di olio di ciliegio distillato che favorisca tono e compattezza cutanea. A quel punto, indispensabile una base di fondotinta a grana fina, o grana reggiano, mah? Quindi un primer, cipria compatta qb., una mano di terra, una spennellata generosa ma bilanciata di fard per opacizzare il tutto, un correttore e naturalmente qualche goccia di siero a base di olii essenziali ma anche superflui. Sottolineo infine l’ottimo lavoro del chirurgo (#ad) scolpendo ulteriormente i miei zigomi antigravitazionali con un blush, quindi passo agli occhi. Inizio spalmando un correttore nella zona più incavata e un altro correttore di un terzo di nuance più chiara che sfumo e uniformo sul resto del contorno occhi. Applico nuovamente un primer per evitare che l’ombretto finisca tra le pieghe delle palpebre, con quello che mi è costata la blefaroplastica, eh! e quindi vai di kajal, eye-liner, matita, mascara, ombretto, polvere di stelle e illuminante all over come se non ci fosse un domani. Piegaciglia e mascara ma vabbeh, che ve lo dico a fare? e ancora, una passata di lip balm sopra matita, rossetto e voluminazzante labbra et voilà. Una passata finale di crema solare colorata – vi ho già detto di come picchia duro il sole su Rodeo Drive – e in un paio d’ore il gioco è fatto!”

Koala: “Ohh, molto ma molto semplice. Innazitutto m’infilo negli occhi le lenti a contatto, senza le quali non vedrei neanche il mio incolto riflesso nello specchio, il che a ben pensarci non sarebbe neanche ‘sto gran male, ma vabbeh. Il problema è che proprio in virtù della cecità avanzata, la sera capita che nell’atto di riporle nel loro contenitore, io ne spiaccichi una a bordo lavabo. Ovviamente lì per lì non me ne accorgo (perché divento appunto cècata) ma la mattina poi sì. Scartata dunque anzitempo la nuova confezione di lenti mensili, vai di apparecchio ai denti (che, diciamocelo, sarà pure invisibile ma coperto da mascherina FFP2 va pure meglio), qualche nodo tra i capelli districato a forza con il becco della spazzola Hello Kitty della minore et voilà. In tre minuti di cronomentro il gioco è fatto!”

Colazione

Kim: “Avocado toast e spremuta di arancia sanguinella, vista patio o piscina(e)”

Koala: “Sottofondo latrato cane misto, macchiato caldo in bicchierino PVC al bar sotto casa del sòr Emanuele, top esperto DPCM del quartiere e dintorni.”

Capelli, lo styling perfetto

Kim: “Shampoo, crema, ristrutturante, setificante, anticrespo e conditioner della linea di mia sorella Kylie (quella che poraccia, la tallona in classifica con soli 700 mln di dollari, poro còre, ndr) con estratti di pesca, curcuma e rosa dei venti epperò bio. Per lo styling mi affido ad uno dei miei saloni monomarca, ove prediligo acconciature raccolte e onde da diva, ma anche torchon alla francese e code alte sopra la testa, tipo puledra Varenne, diciamo. Cose così, sCempliSci come lo sono io…”

Koala: “Non ho capito la dom…Em, volevo dire, mi state dicendo che anche se ho in testa ‘na pentolaccia di spaghetti rovesciata dovrei spazzolarli…?”

Il look da sera

Kim: “Dipende dal tipo di evento e dal mio umore. Ovviamente una Notte degli Oscar è più posh di un Grammy o di un academy Awards, ya see what I say? E poi a seconda del mood e del mio oroscopo, che ha sempre il suo peso e che mi faccio leggere ogni mattina dopo la consueta seduta di messaggi ayurvedici, sul red carpet del Dolby Theatre posso prediligere un finish opaco come uno psichedelico. Sicuramente quello che non mi vedrete mai addosso è un abito accolla, em, volevo dire, un look minimal chic: orroreee! Al contrario, uno dei miei look preferiti in assoluto è quello con labbra fillerat, em, scarlatte da Rouge Dior 999 fissato con Dior Forever Perfect Fix sopra un silver dress bustier con frange e catarinfrangenti (per i flash), trasparenze e scintillii burgundy firmato da Oscar de La Renta.”

Koala: “Dipende dal tipo di evento e dal mio umore. Se si prospetta la consueta effervescente maratona a base di smart-pranzo su turni-spesa-cena, ritengo che tuta Adidas, scrunchie e ciabatta di pelo siano un outfit adeguato. Più impegnative quelle giornate che prevedono collegamenti video col cliente: lì non basta un sottogiacca e, toh, un orecchino chandelier a millantare una parvenza di istituzionalità, ma è sempre bene assicurarsi di non indossare il sotto del pigiama: la telecamera potrebbe giocare brutti scherzi! Se poi tocchiamo le vette degli eventi/socialità in tempi di COVID-19, e diamo, per dire, un pigiama party qui a casa con Rachele, la bestie di Cami ormai un po’ quarto membro della famiglia, evito di peregrinare per casa con copriocchaie e spazzolino infilato si sbieco in bocca. Uno dei miei look preferiti in assoluto è invece da sempre il pigiama superpippo color aragosta di ASOS, talmente sintetico da avere una consistenza indefinita che lo rende termico il giusto in qualunque stagione.”

E per finire: prima di spegnere la luce…

Kim: “Di solito legg…ooops, sorry, no, di solito mi rilasso ascoltando i corsi online di meditazione guidata della psicologa Tara Dreamland e consultando il resoconto giornaliero dei miei feed, like e naturalmente return on investment. “

Kiara: “Di solito leggo, ma difficilmente mi rilasso: ultimamente sul mio comodino stazionano titoli come “Sanpa, madre amorosa e crudele” e “Next stop Rogoredo”, perchè dopo il flash della docufiction di Netflix dedicata a San Patrignano e alla figura del suo fondatore, ho deciso di approfondire l’argomento dipendenze. Interessantissimo, per carità, ma non esattamente un’alternativa alla Bonomelli. Che forse debba provare anch’io con un corso online di meditazione guidata da… Sbirulino?!”

E con questo è tutto, miei indomiti lettori, amici, follouueers. Non posso che terminare augurandovi una Pasqua serena, prudente, guadente per quanto si può ma soprattutto…golosa. Che con questi chiari di luna, giusto il magnàre, c’è rimasto.

E pazienza se non è bio, Kim;-)

2 pensieri riguardo “Koala Kardashian 2.0 ovvero La Cura della BelleSSa di una mamma in lockdown

  1. la Kardashian potrà essere straricca come zio Paperone ma è famosa solo per il suo lato B…..mentre tu hai il dono di saper scrivere bene, regalandoci sempre bellissimi post che mi mettono di buon umore….alla fine mi piace tenere i piedi per terra perchè il denaro non è tutto.
    Ciao Kiara, buona Pasqua anche a te

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    1. Ovviamente sono d’accordo su tutto, sul mio “dono” ‘nzomma ma…ecco, sulla questione denaro decisamente sì. E infatti com leggi ci scherzo allegramente su. Poi chiaro, se proprio mi capitasse tra capo e collo una vincita milionaria alla lotteria degli scontrini…curerei un po’ di più la mia beauty routine, diciamo in senso lato, con un restyling immobiliare incluso, ecco. A presto my friend!

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